domenica 6 febbraio 2011

Ulisse, di Antonio Spinosa

Il sottotitolo ("libera interpretazione dell'Odissea") dice tutto. Non è l'Odissea, ma l'Odissea vista con gli occhi dell'autore. E sono due cose ben diverse. L'Ulisse di Spinosa non è un uomo dell'età del ferro, ma un uomo di oggi. 
Ulisse ha un rapporto molto ambivalente nei confronti della vita, un rapporto che io, da italiana all'estero, in parte condivido. Da un lato il fascino del viaggio e la scoperta, dall'altro la famiglia lontana, la casa, le radici. Ed è difficile per lui, come per me, decidere se e quando fermarsi, capire quale delle due realtà porti ad una maggiore serenità. E attraverso l'incontro-scontro con nuove realtà, attraverso il compromesso con il passato Ulisse alla fine cresce, e sceglie, come tutti noi dovremo un giorno fare (anche se non necessariamente condividendo le sue scelte). Francamente non ricordo quanto tutto questo faccia parte dell'Odissea originale (ho deciso di rileggerla per scoprirlo) ma in ogni caso lo trovo un'ottima rivisitazione moderna del mito antico. Lo stile, in particolare, è arcaico e poetico, crea un legame interessante con l'originale.
E, aggiungerei, in Ulisse vedo un italiano. Un uomo spesso meschino, sbruffone, lagnoso, incoerente, per molti aspetti un anti-eroe. 
Forse è proprio per questo che mi sta simpatico...è un Ulisse profondamente umano e moderno... 

1 commento: